L’imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili
ivi compresa l’abitazione principale e le pertinenze della stessa. Per abitazione
principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio
urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente
e risiede anagraficamente.
Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle
classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima
di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate,
anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.
L'aliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76 per cento i comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali.
Dall’imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e per le relative pertinenze, (pari allo 0,4 per cento che i comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,2 punti percentuali) si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportate al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione e in caso di più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
E' stata aggiunta un' ulteriore detrazione pari a 50 € per ogni figlio minore di 26 anni residente nell'abitazione adibita a prima casa fino ad un massimo di 400 €.
Di seguito uno strumento che permette di calcolare il valore della nuova imposta sugli immobili a partire dalla rendita catastale dell'immobile o dal reddito dominicale del terreno. La rendita (da non confondere con il valore catastale) può essere ricavata dall'atto di compravendita, dalla dichiarazione dei redditi, oppure ricercata disponendo degli estremi catastali dell'immobile e del proprio codice fiscale sul sito dell'Agenzia del Territorio