Anatocismo
Con il termine anatocismo si intende la pratica adottata
dalle banche di addebitare gli interessi sul conto corrente
bancario ad ogni chiusura trimestrale. In questo modo gli
interessi pagati vengono capitalizzati, ovvero sommati al
capitale prestato. Ad ogni chiusura trimestrale quindi,
i nuovi interessi verranno calcolati non s
olo sul capitale prestato ma anche sugli interessi precedentemente
contabilizzati generalmente a cadenza trimestrale, i cosidetti
interessi composti (o interessi sugli interessi). .
Così facendo, gli interessi 'capitalizzati' nel trimestre
precedente producono a loro volta interessi nel trimestre
successivo sommandosi al saldo finale, in una spirale senza
fine.
Questa pratica è stata considerata legale dal nostro
ordinamento giuridico fino a marzo 1999 e solo successivamente,
grazie alle nuove direttive comunitarie sulla trasparenza
bancaria, vi e’ stato un cambiamento di orientamento
della giurisprudenza fino ad arrivare alla sentenza n. 21095/2004
delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione che
ha definitivamente introdotto nel nostro ordinamento giuridico
il principio per il quale l’anatocismo sui conti correnti
bancari e’ illegittimo.
Pertanto tutte le clausole contenute nei contratti bancari
che riportano a tale 'prassi' (clausole anatocistiche) sono
ritenute nulle, perché in violazione del divieto
di anatocismo sancito dall’art. 1283 c.c.
(art. 1283 codice civile: Anatocismo - In mancanza
di usi contrari , gli interessi scaduti possono produrre
interessi solo dalla domanda giudiziale o per effetto di
convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che
si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi)